Doriana Ribaudo

Capogruppo UDC al Comune di Palermo
domenica, 17 maggio 2009

Riflessioni europee...

L’ elezione al Parlamento Europeo è di solito fra gli appuntamenti elettorali quello più distante dai cittadini. Eppure oggi l’Europa decide eccome. Influenza le leggi nazionali, regionali ed anche l’agire amministrativo dei singoli enti locali. Quante volte le sue scelte hanno penalizzato l’Italia e la Sicilia! In realtà il problema sta a monte. Proprio ieri mentre raccoglievamo le firme per dire no alla liberalizzazione selvaggia delle aperture domenicali in difesa dei lavoratori e dei piccoli esercenti commerciali, è capitato che qualcuno mi chiedesse “ ma come mai un partito si occupa di queste cose?” oppure “guardi non è una cosa che mi riguarda”. Rispetto alle migliaia di firme raccolte non dovremmo nemmeno far caso a queste affermazioni. Invece dobbiamo eccome. Da queste due affermazioni emergono 2 aspetti: che la gente non è più abituata a vedere una politica che si occupi di loro e nel secondo caso che non ci sente più parte di una comunità, di una società. Se non importa quindi cosa accade nella propria città figuriamoci cosa accade in Europa. Oggi allora votare UDC non deve essere soltanto una scelta elettorale bensì deve avere un significato diverso ed è questo quello che dobbiamo comunicare all’esterno. Dobbiamo comunicare e rappresentare un nuovo modello di società, dove ognuno di noi conta non per il proprio ruolo o per il proprio titolo ma semplicemente per il fatti di esserci, e di essere UOMINI e DONNE. Dobbiamo riportare l’umanità in politica. D’altronde è questo quello che ci ha lasciato anche Moro nel suo testamento politico. Ed è questo che io per prima non da consigliere comunale ma da semplice cittadina di questa città voglio. Credo di trovarmi nel posto giusto, credo che oggi far parte dell’Udc sia soprattutto una scelta di cuore, e siccome nulla ha valore senza il cuore non credo potrei fare scelta differente, ma il giorno in cui ho capito davvero di trovarmi nel posto giusto è stato alle penultime elezioni regionali quando in seguito ad una vicenda nazionale che riguardava la costituzione di alcuni albi delle professioni sanitarie, questione che seguivo da rappresentante all’Università, Saverio, entrando dalla porta del comitato elettorale, mi disse “Doriana noi non facciamo politica per difendere le lobby di interesse ma per difendere i diritti di tutti.”
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sabato, 16 maggio 2009

Appuntamento domani alle h.18,30 a Palermo con l'on. Saverio Romano

saverioromano_visoRicorda a tutti gli amici: domenica 17 maggio ore 18,30 incontro con l'On. Romano all'Astoria Palace Hotel!

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sabato, 16 maggio 2009

Grande Pier!

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sabato, 16 maggio 2009

UDC: No alla liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali

dorianacomune14 mag. - Si tratta dell’articolo 12 comma 1 del decreto legislativo 114 del ‘ 98, firmato dall’allora ministro dell’Industria e commercio Bersani. Poche righe che assegnano la facoltà di «determinare liberamente gli orari di apertura» agli esercenti dei comuni a economia prevalentemente turistica ma anche ai commercianti attivi nelle «città d’arte». Titolo quest’ultimo concesso anche al Comune di Palermo ma che di fatto non ha mai applicato in questi anni l’ “opportunità” di liberalizzare i giorni di apertura, concertando, anno per anno, con le associazioni di categoria e i sindacati il numero di domeniche in cui tenere alzate le saracinesche dei propri negozi. Peccato che un recente parere dell’Avvocatura comunale, chiesto al fine di rinnovare l’istanza di riconoscimento di Palermo Città D’arte, abbia sottolineato che l’essere riconosciuta una città a economia prevalentemente turistica voglia anche dire «determinare liberamente gli orari di apertura». Parere che ha fatto esultare alcune associazioni di categoria ma che hanno gettato nello sconforto tanti lavoratori e tante piccole attività commerciali. Lavoratori costretti a lavorare ogni domenica senza alcuna turnazione, impensabile fra i piccoli esercenti ma assolutamente conveniente per le grandi catene commerciali o per i grandi punti vendita. Per non parlare del 90% delle attività commerciali palermitane che non superano i 5 dipendenti ad esercizio e che non possono né permettersi dei nuovi dipendenti né tanto meno prevedere una turnazione: ma pur di mantenere la concorrenza costretti ad aprire con più perdite che guadagni. Per questo motivo abbiamo deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica su tale tema, poiché anche se non direttamente coinvolti, i cittadini palermitani rappresentano anche quella fascia di consumatori che proprio alcune associazioni ritengono poter spendere di più se solo si liberalizzassero le aperture domenicali.
A nostro avviso essere Palermo Città D’arte vuol dire molto più che liberalizzare gli orari d’apertura dei negozi, non a caso abbiamo preparato una serie di proposte dal Piano degli orari della Città e dei suoi musei, gallerie, ville, palazzi alla riqualificazione commerciale e artigianale del centro storico e non solo attraverso la costituzione di un centro commerciale naturale e dei piani di valorizzazione commerciale.
L’essere una Città d’arte non può diventare il pretesto di una scellerata liberalizzazione: per cui non siamo contrari al riconoscimento bensì a concertare insieme alle associazioni e ai sindacati la quantità delle domeniche e l’individuazione delle stesse.
Ti chiediamo una mano firmando questa petizione per dare maggiore sostegno alla nostra proposta: pronti a votare e a volere il riconoscimento di Palermo Città D’arte purché si tutelino i diritti di tanti lavoratori e piccoli esercenti e delle loro famiglie.
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sabato, 16 maggio 2009

PALERMO: l'aggressore bloccato da un cittadino extracomunitario e consegnato alla polizia

Palermo: folle colpisce a martellate passeggeri alla stazione, 2 feriti gravi
Armato di un martello l'uomo ha colpito le persone in attesa: ferita una coppia di anziani. L'uomo è in coma
PALERMO - Un gesto incomprensibile. Un uomo, probabilmente un folle, è entrato all'interno della stazione centrale di Palermo e, armato di un grosso martello e ha sferrato micidiali colpi ad alcuni passeggeri in attesa. L'aggressore, che si chiama Fabio Conti-Tozzo è stato arrestato per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Inseguito e bloccato da un cittadino extracomunitario, testimone della terribile scena, è stato poi consegnato agli agenti della polizia ferroviaria.
DUE ANZIANI GRAVI, UNO E' IN COMA - Tra i colpiti una coppia di anziani. Il più grave dei due feriti è il marito l'uomo, Antonino Raccuglia, di 70 anni, trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civico per essere sottoposto a una Tac. Il paziente è in coma farmacologico ed è intubato. Le sue condizioni sono definite critiche dai medici. La donna, Marianna Ruvolo, di 67 anni, si trova nel pronto soccorso dell'ospedale Civico. Ha riportato ferite lacero contuse alla testa ed è in prognosi riservata, anche se non sarebbe in pericolo di vita.
NESSUNA SPIEGAZIONE DEL GESTO FOLLE - L'aggressore, un uomo alto circa due metri e molto robusto, è stato ascoltato poi dagli inquirenti, ma non avrebbe saputo dare una spiegazione a quanto accaduto. Anzi, continua a delirare. Alla domanda sul perchè del folle gesto, avrebbe alzato le spalle e detto «Volevo installare il digitale terrestre...». Anche secondo il Questore, Alessandro Marangoni, si tratta di uno «squilibrato».
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sabato, 16 maggio 2009

In ricordo di Aldo Moro

gonfalone3«Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile, nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo. La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora, ciascuno a proprio modo, a escludere cose mediocri per fare posto a cose grandi».

Aldo Moro, 10 aprile 1977
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